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Energia e priorità sono due pilastri fondamentali per una buona leadership.

Quante volte abbiamo detto “da domani inizio la dieta!” oppure “da domani cerco di organizzare meglio le mie giornate in modo da pianificare tutto ed essere produttivo”? Bene, e adesso contiamo quante volte ci siamo veramente riusciti. Ecco, credo che il rapporto sia prossimo allo zero. Questo avviene perché ci auto sabotiamo e diamo retta alle vocine interne che ci distraggono.

Uscire dalla zona di agio, modificare lo status quo, è sempre molto faticoso all’inizio, ma non dobbiamo concentrarci sullo sforzo o sul sacrificio, quanto piuttosto sul beneficio derivante dall’agire concretamente.

La prima cosa da fare è stilare un elenco di priorità: esse sono le azioni più profittevoli e le più economiche. Le priorità sono quelle che ci fanno raggiungere risultati immediati e veloci, che rispettano la scala della propedeuticità e che aderiscono maggiormente alle nostre predisposizioni.

Le priorità

Le priorità sono il modo migliore di investire tempo e denaro nel migliore. Quest’ultimo è relativo e solo l’individuo nello specifico può conoscere il suo momento migliore. Per capire quali siano le priorità dobbiamo avere a disposizione l’intero ventaglio di alternative prima di arrivare a definire quelle fondamentali per noi. E già in questa definizione abbiamo idea di quanta energia ci voglia per mettere ben a fuoco le opportunità per poi sceglierle di conseguenza.

Quindi, l’energia è risorsa prioritaria per ogni persona ed è la precondizione; senza energia non andiamo da nessuna parte. Siamo convinti di avere una curva decrescente dell’energia con l’’avanzare dell’età, ma non è così. Possiamo tenere alta la curva del rendimento pulendo il nostro organismo. Ricordiamoci che siamo come un’automobile: il sangue è l’olio motore che porta l’ossigeno alle cellule e tutti facciamo l’esame del sangue, ma ci disinteressiamo del liquido di raffreddamento, il radiatore, la linfa, ossia il liquido nel quale le cellule galleggiano e scaricano tutti i metaboliti.

A lungo andare questo liquido si sporca e la sua capacità di generare reazioni chimiche scende al 60%. Quando la linfa da alcalina amara diventa acida dolce per via del nostro stile di vita, il fiume della nostra stessa vita diventa uno stagno.

Quando riusciamo a cambiare il nostro stile di vita stoppiamo anche la produzione del cortisolo, l’ormone avverso al focus, alla resilienza e alla capacità di resistere agli errori.

Gli errori sono dei doni, trasformarli in esperienza vuol dire rialzarsi e avere l’energia per farlo.

Purtroppo, l’energia non viene mai assunta come priorità: molti imprenditori e imprenditrici, manager e persone che hanno effettuato il Protocollo Alkaenergy® sanno che l’energia è dentro di noi, ma prima di fare il percorso erano fortemente convinti che l’energia la trovassero quando arrivavano a raschiare il fondo, in condizione di forte stress, nel buio del baratro. Ma è vero ed è sempre così?

Il 90% delle nostre reazioni chimiche, quando nasciamo, deriva dal nostro sistema basale che è costante e non ha bisogno di essere alimentato dall’esterno. Man mano che il tempo scorre, la curva diminuisce e iniziamo a vivere la vita attivando maggiormente le ghiandole surrenali, quelle che ci hanno permesso di scappare dalle antilopi e dagli orsi. Se usassimo anche oggi le surrenali per affrontare le sfide e le avversità quotidiane del lavoro e della vita, avremmo zero possibilità di farcela poiché le surrenali attivano il cortisolo e sarebbe quindi una risposta che aumenta lo stress. A ben pensarci, poniamoci una serie di domande interessanti:

  • Abbiamo mai iniziato la giornata avendo già sonno?
  • Alle 10 abbiamo già fame?
  • Tra le 11 e le 13 abbiamo girato a vuoto come criceti nella ruota?
  • Dopo pranzo abbiamo l’abbiocco?
  • Tra le 17 e le 19 abbiamo fame?
  • La sera, di ritorno dai nostri uffici, preferiamo abbandonarci sul divano invece di giocare con figli o parlare con partner?

Se ci sono tanti sì, abbiamo un problema, che è lo stile di vita alterato e compromesso, e una soluzione che è quella di poter modificare lo status quo preferendo uno stile di vita alcalino.

Come scegliamo le priorità? In questo, ci viene in aiuto Marco Belzani, consulente strategico per PMI che ha scritto un libro dedicato alle priorità dal titolo “Priority Report: il metodo per definire le priorità in azienda”. Durante una live verticale sui temi della priorità e dell’energia, ci ha detto che nello scegliere le priorità dobbiamo mettere in ordine dei parametri e assegnargli un valore. Ma soprattutto, e questo accomuna il suo metodo al nostro Protocollo Alkaenergy®, è assolutamente importante avere un metodo: questo sposta la variabile del risultato dal risultato stesso, centrandola sul tempo in cui otteniamo quello stesso risultato.

Quando non si dispone di un metodo, la variabile è “Otterremo il risultato?”. Quando cambia il contesto, in una situazione di crisi, quando ci sono cose che funzionano e altre che non ne vogliono a che sapere, o quando le persone restano aggrappate a convinzioni e abitudini, paradigmi e stereotipi, nostalgie di quello che un tempo funzionava, allora se non dispongono di un metodo andranno molto in difficoltà.

Viceversa, chi adotta un metodo va oltre la crisi, oltre il contesto e producono sempre un risultato poiché la variabile è il tempo.

La crisi polarizza i comportamenti: metà delle persone vogliono stare bene, l’altra metà adotterà comportamenti errati. Nella crisi occorre vedere opportunità e cambiamento, occorre poter scrivere su un foglio i propri valori ed essere consapevoli di assumerli come guide. Solo così non ci smarriremo e non vivremo nella paura.

Quando attraversiamo una crisi, questa si riverbera non soltanto su di noi, ma anche su contesto in cui viviamo: dobbiamo interessarci del nostro ecosistema individuale per avere come priorità il benessere alcalino del nostro corpo e delle persone che ci stanno intorno.

Partiamo come un fiume in piena, produciamo il 100% delle reazioni chimiche e disponiamo del massimo dell’energia. Poi facciamo scelte scriteriate: mangiamo più carboidrati e zuccheri di quanto facevano i nostri trisavoli. La nostra capacità di dar vita a reazioni chimiche decresce.

Il processo di alcalinizzazione aumenta del 30-40% il metabolismo basale fornendoci energia buona e costante per tutto l’arco della giornata, dall’alba al tramonto, migliorando la qualità del nostro sonno-veglia e facendoci vivere al meglio il resto della giornata e della vita.

Quando il corpo è alcalino, il cervello investe solo un frazionale dell’energia precedente per le attività basilari e quindi ci sarà una quantità immensa di energia che potremo dedicare all’attività intellettiva.

Quando la linfa diventa alcalina, la ghiandola pineale che è il crocevia elettrico tra l’emisfero emozionale e quello razionale si decalcifica, aumenta la sua capacità elettrica e avremo capacità maggiori di rimanere focalizzati sulle priorità.

Se non lo hai fatto, guarda la live di cui parlo ed enjoy AlkaLife.

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Enjoy Alkalife!

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Tutte le informazioni pubblicate hanno carattere divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni mediche o sostitutive della medicina tradizionale. In caso di patologie pregresse è sempre opportuno rivolgersi preventivamente al proprio medico curante. L’articolo ha intenzione di essere illustrativo, non esortativo né didattico.

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