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Osteoporosi: l’alcalinizzazione può aiutarti a stare meglio

osteoporosi

Nell’ultima diretta Alex Viola ha approfondito il legame esistente tra la salute delle ossa e l’alcalinizzazione, dimostrando come un corpo acido sia più soggetto a mal di schiena e osteoporosi.

Abbiamo oltre 200 ossa, che corrispondono a circa il 20% del nostro peso totale ed è importante prendersene cura. 

Le ossa sono un tessuto vivo soggetto di un rimodellamento continuo per cui si assiste alla continua alternanza tra distruzione delle componenti cellulari più vecchie (riassorbimento osseo) e deposizione di nuove cellule (deposizione ossea).

Fino all’età di 20 anni circa, l’attività di deposizione ossea supera l’attività di riassorbimento osseo: le ossa aumentano continuamente in densità e forza. Superata questa età, l’attività di deposizione ossea comincia a ridursi progressivamente, fino a divenire, all’età di circa 30 anni, uguale all’attività di riassorbimento osseo; a questo punto, si crea una sorta di equilibrio. Con l’età avanzata, le attività si invertono con conseguente riduzione della densità ossea. 

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Ossa e infiammazione

Quando siamo infiammati, il nostro sistema linfatico è acido (pH < 7), non riesce più a fare da tampone rispetto alle ossa e il sangue si serve del calcio presente nel nostro endoscheletro per rimanere alcalino. I risultati sono prima l’osteopenia, cioè la riduzione della massa e della densità ossea, fino ad avere delle vere e proprie fratture ossee (osteoporosi).

La parola “osteoporosi” significa “osso poroso” e si riferisce all’aspetto poroso delle ossa quando subiscono un deterioramento della microarchitettura e una riduzione della densità minerale. Osteoporosi e osteopenia sono due condizioni simili, a distinguerle è il livello di densità minerale ossea: nell’osteoporosi, il calo della densità minerale ossea è più severo che nell’osteopenia. L’osteopenia può considerarsi una forma tenue di osteoporosi e molto spesso precede l’insorgenza di quest’ultima. 

L’osteoporosi colpisce un terzo delle donne sopra i 50 anni e circa il 20% della popolazione sopra i 60 anni.

Inoltre tra ogni vertebra è presente il nucleo polposo, un fluido denso che si trova all’interno dei dischi della colonna vertebrale che agisce come lubrificante e cuscino per le vertebre, aiutando a mantenere la flessibilità nella schiena e mitigare la pressione proveniente dal movimento. Questa sostanza tende a degenerare gradualmente con l’età, portando spesso a mal di schiena cronico negli individui più anziani. 

Ma non è questa l’unica causa: quando siamo acidi, il nucleo polposo si assottiglia e diventa rigido, fa toccare le vertebre e permette un minor passaggio del liquido linfatico, causando dolori articolari. 

Con il Protocollo Alkaenergy si possono vedere risultati misurabili in poche settimane: il sangue torna a servirsi del sistema linfatico e non più del calcio per alcalinizzarsi e le ossa si rigenerano, diventando più elastiche e meno fragili. 

Il risultato è un aumento del 10% della densità ossea, del pH, della massa magra e una riduzione di quella grassa per un +30% di energia totale. 

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Tutte le informazioni pubblicate hanno carattere divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni mediche o sostitutive della medicina tradizionale. In caso di patologie pregresse è sempre opportuno rivolgersi preventivamente al proprio medico curante. L’articolo ha intenzione di essere illustrativo, non esortativo né didattico.

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