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L’assunto di partenza è che tanto il mindset quanto l’alcalinità del nostro organismo tendono ad un obiettivo comune: il miglioramento della qualità della vita.

Nel nostro gruppo chiuso di Facebook “Aumenta le tue difese immunitarie” qualche tempo fa facemmo una diretta live con Paola Iacobini, trainer e Ambassador naturale del Protocollo Alkaenergy®, in cui parlammo di abitudini e mindset connesse al tema dell’alcalinità.

Mindset è una parola composta formata da mind (mente) e set (impostare) ed è quindi un approccio che si può configurare come il sistema operativo che regola e aziona la macchina seguendo dei criteri.

Noi “funzioniamo” sulla base di tre principi fondamentali imprescindibili, che chiariscono quali sono eventuali blocchi o disfunzioni.

Questi principi sono:

  • Conoscenze: l’insieme che delle cose che sappiamo. Essere consapevoli di ciò che conosciamo ci fa agire in maniera automatica e ci restituisce un senso della nostra visione delle cose. Il rovescio della medaglia è il non sapere: se non sono a conoscenza di alcune cose non sono in grado di sapere come quel qualcosa possa cambiare il nostro modo di vedere il mondo. Prima di conoscere il Protocollo Alkaenergy®, le molte persone che lo hanno svolto, non conoscevano il tema dell’alcalinità del corpo e sono pronte a giurare che questa conoscenza gli ha cambiato la visione della vita e la vita stessa.
    La domanda da farsi è: cosa sappiamo? Cosa conosciamo?
  • Credenze: la convinzione che per ottenere risultati, sia necessario compiere degli sforzi aggiuntivi più importanti. Le conoscenze ci hanno fatto cambiare le credenze (ad esempio credere che stare di più in ufficio aumenti la produttività). Ma la verità è che il nostro cervello si basa sul principio della familiarità: tutto ciò che il nostro cervello percepisce e codifica come familiare, lo accoglie con favore e non oppone resistenza. Se offriamo al cervello degli strumenti per abituarlo non tanto a comprendere, quanto ad esporsi, trasformiamo un comportamento non abitudinario ed estraneo in un modello familiare.
    Il cervello inizierà a recepire queste strutture e questi strumenti e renderà il comportamento maggiormente assimilabile e assorbibile.
    D’altronde, l’apprendimento funziona in due modi: per ripetizione e per emozione.
    La domanda da porsi è: cosa crediamo sia vero per noi?
  • Valori: le conoscenze che possediamo possono farci cambiare e trasformare le credenze. Ma i valori sono i propulsori della tensione: senza di essi non riusciremmo ad arrivare alla conoscenza scardinando le credenze.
    La domanda fondamentale è: cosa è realmente importante per noi?

Considerati i principi di base del nostro meccanismo di funzionamento, è doveroso fare un’altra precisazione che riguarda il nostro cervello trino.

Sì, disponiamo di tre cervelli, due dei quali sono funzionali e sono quello cognitivo e quello emotivo. Poi ne abbiamo un terzo, il rettiliano, il più antico, stratificato nel tempo e preposto alla sopravvivenza. Quest’ultimo è sede di una ghiandola particolare che è l’amigdala, che si attiva – come fosse un campanello di allarme – quando ci troviamo di fronte ad una situazione spiacevole o in pericolo. È il meccanismo di fuga dal pericolo che esiste dai tempi in cui l’uomo andava a cacciare la selvaggina e abitava le caverne.

Quando abbiamo paura, produciamo cortisolo, l’ormone dello stress. E succede anche che tutte le nostre difese immunitarie vadano nella stessa direzione del pericolo, quello che percepisco come il mio problema più grande. Se ci focalizziamo sul pericolo, se l’orso dovesse attaccarci o il Covid-19 prenderci, noi saremmo più debole poiché abbiamo abbassato la guardia, abbiamo inficiato il meccanismo di difesa, abbiamo allentato il nostro sistema immunitario.

Ecco che quindi si rende importante l’adozione di un mindset vincente che ci porti alla focalizzazione non sul problema, quanto sulla soluzione. Più produciamo pensieri funzionali, maggiormente il nostro corpo si rafforzerà. È una questione di cambio di prospettiva, poiché il pensiero crea la materia.

Ma, acquisire un mindset vincente e flessibile purtroppo non è sufficiente. Dobbiamo seguire le conoscenze e la possibilità di metterle in pratica trasformando quel sapere in abitudine, in routine potenziante.

New Mindset

Bruce Lipton, biologo cellulare statunitense, afferma che il 95% delle cose che facciamo è abitudine.

Per acquisire una nuova abitudine, abbiamo bisogno di creare un segnale che ci faccia uscire dalla zona di comfort. Il segnale ci ricorda che dobbiamo uscire dai nostri processi cognitivi automatici, dalle abitudini di cui siamo schiavi poiché ne siamo sottomessi e non abbiamo su di esse alcun potere decisionale.

Il segnale ci porta ad un’azione e se questa ci regala un beneficio, allora la mia mente attiverà il meccanismo della gratificazione che ci porterà a reiterare l’azione per trasformarla in abitudine gratificante. Questa diventerà la nostra zona di comfort, il terreno entro cui il nostro cervello non ha bisogno di compiere alcuno sforzo.

Ecco perché è importante scegliere le abitudini virtuose e gratificanti e per farlo dobbiamo focalizzarci su quelle che sono le nostre priorità, i nostri valori e la nostra volontà di stare bene.

Aristotele disse che noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. La ripetizione è un aspetto fondamentale delle abitudini: ci permette di sbagliare e migliorare per raggiungere obiettivi eccellenti e anche il cervello ne risente positivamente. Ma come abbandoniamo la zona di comfort tossica in cui viviamo per avere una strategia vincente di perseguimento dell’eccellenza, nella vita privata e in quella professionale? Tutto sta nella definizione delle priorità.

Rivedi la diretta di cui parlavo all’inizio di questo articolo e ripensa al tuo mindset.

+ Tempo

+ Energia

+ Difese immunitarie

+ Relazioni

+ Business

Enjoy Alkalife!

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Tutte le informazioni pubblicate hanno carattere divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni mediche o sostitutive della medicina tradizionale. In caso di patologie pregresse è sempre opportuno rivolgersi preventivamente al proprio medico curante. L’articolo ha intenzione di essere illustrativo, non esortativo né didattico.

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